MARCABRU

folk randagio

CLAUDIA BOMBARDELLA - SILVIO TROTTA

Viaggio musicale negli stili dei vari paesi

folk e world
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FOLK E WORLD:     Claudia Bombardella      InChanto      Coro Vesuviano      Mi linda dama      Terrasonora      Alberi sonori     

Musicanti del piccolo borgo TRIO      Antonio Marotta    Duo Ammatte      Pneumatica Emiliano Romagnola      Pivenelsacco     

Francesco Benozzo e Fabio Bonvicini        Triotresca      Malanova      Marcabru      Barbes Acoustic Trio

INCHANTO

alchimia sonora tra rinascimento italiano e folk  europeo

INCHANTO

Toscana come terra di partenza e depositaria di una cultura propria, profonda e radicata, ma anche, da sempre, terra di passaggio e di ospitalità da molti prediletta, di culture che in essa si sono incrociate e confrontate nel corso dei secoli.

Sono stati quindi queste immagini, questi colori, questi suoni che ci siamo portati dentro sin dall'inizio del nostro viaggio e che ci hanno ispirato, permettendoci di elaborare la "nostra" musica. Una musica che affonda le sue radici sia nel rinascimento italiano che nel folk (irlandese, bretone, occitano) regalando atmosfere in costante equilibrio tra antico e moderno, colto e popolare.

In questa sorta di "alchimia sonora", filtrata attraverso la nostra sensibilità mediterranea, giocano un ruolo importante i testi composti in varie lingue.

L'obiettivo principale, perciò, non è stato quello di operare una ricerca strettamente filologica o di maniera, quanto di elaborare un repertorio di nostra composizione profondamente ispirato dal luogo di origine.

CORO VESUVIANO

canta i diritti e la violenza sulle donne in dialetto napoletano

CORO VESUVIANO

IL Coro Vesuviano è un gruppo formato da donne che cantano con la teatralità e la forza comunicativa proprie della tradizione  popolare napoletana. I testi raccontano la realtà d’oggi vista attraverso lo sguardo femminile, la violenza con cui si tenta di soffocare  diritti e libertà recenti, le vicende di donne che hanno lasciato traccia di sé nella Storia…  Il linguaggio, popolare e sanguigno nell’invettiva come nell’affrontare temi e pensieri alti, si fa spesso beffardo ed autoironico quando si riferiscono al loro vissuto. Propongono un suono strano, antico e nuovo, mescolando ai ritmi vesuviani tradizionali contributi attuali, di varia provenienza tra musiche popolari Napoletane, musica moderna, sonorità blues e rap.


PROGETTO IN MEMORIA DI:  tutte le donne fatte sparire, (talvolta prima ancora che nascessero), Eva del Paradiso Terrestre, Antigone di Tebe, Gertrude da Monza, Eleonora Pimentel Fonseca, Margherita Hack; tutte le Befane (dentro e fuori).

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MI LINDA DAMA

historias sefarditas

MI LINDA DAMA

Mi Linda Dama nasce nel 2015 per volontà di tre musicisti padovani, Namritha Nori, Giulio Gavardi e Niccolò Giuliani.


L’idea è far confluire il comune amore per le sonorità mediterranee in un progetto che unisca musicalmente e culturalmente le sponde di questo mare che è oggi teatro di drammi ma anche sorgente di opportunità.


I canti di esilio e di viaggio degli ebrei sefarditi, antichi e pur così attuali nella loro umanità, sono una base concettuale affascinante per poter compiere una esplorazione e un ri-arrangiamento delle tradizioni che non vuole essere una mera ri-proposizione ma fusione, rinascita, innovazione.


Il variegato bagaglio di esperienze dei musicisti consente loro una esplorazione che si snoda libera e senza limiti, grazie anche all’utilizzo di svariati strumenti di epoche e terre diverse; un musicista alterna live chitarra, saz turco, oud arabo, sax soprano, l’altro musicista darbouka, cajon, tamburi a cornice.

TERRASONORA

niù folk campano

TERRASONORA è un progetto musicale che si propone di attualizzare la tradizione, rientrando quindi nel filone del cosiddetto “niù Folk”, nato negli anni ’90 con il ri-esplodere del folk revival.

I brani dei Terrasonora utilizzano forme e linguaggi musicali tradizionali per raccontare – rigorosamente in dialetto! – storie attuali e alcuni aspetti della società contemporanea (le morti bianche, il conflitto israelo-palestinese, l’immigrazione), ma ciò che connota in modo inequivocabile il sound del gruppo è la fusione tra linguaggi e timbri diversi.

Tutto il concerto è incentrato sui ritmi della tammurriata e della tarantella, la musica è schietta, trasuda energia e sentimento ed è caratterizzata da un melodismo pop che rende piacevole l’impasto timbrico dei molti strumenti impiegati: il suono degli strumenti di origine popolare (tammorra, tamburello, ciaramella, flauti di canna) viene sapientemente mescolato a quello di strumenti che provengono da altre culture (cajon, darabouka, nay) o che rimandano ad altri generi (basso elettrico, tastiere)...

Oltre ai brani inediti il repertorio è un piccolo compendio di musica tradizionale del sud Italia (sempre secondo l’idea del gruppo) senza tralasciare poi qualche omaggio ad altri gruppi che hanno segnato in maniera indelebile lo scenario del niù Folk.

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ALBERI SONORI  nasce in seguito a diverse e numerose esperienze fatte dai suoi fondatori, Giuseppe Ponzo e Cinzia Minotti, come singoli soggetti, in quello che è il contesto della tradizione popolare della loro Terra d’origine, il Sud. Si uniscono sotto “Alberi Sonori” per abbracciare progetti e finalità che hanno come punto di riferimento il recupero, la valorizzazione e la diffusione di musiche, canti, danze e ritualità popolari.

Pertanto condividono e rivendicano il ruolo del Popolo e la loro appartenenza a una Madre Terra che amano, odiano, cantano e decantano a modo loro: il Sud, che diventa il filo conduttore delle loro ricerche, del loro lavoro musicale e del loro modo di “percepire e vivere” le loro radici, radici che mettono in comunicazione diverse realtà: Molise, Abruzzo, Lazio, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia, Sardegna.

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MUSICANTI DEL PICCOLO BORGO TRIO

musica tradizionale del centromeridione

MUSICANTI DEL PICCOLO BORGO TRIO

"Dicantididonne e d'amore" - La voce femminile nella musica tradizionale del centromeridione per raccontare la donna e le sue tante anime Prima uscita per il nuovo progetto dei Musicanti del Piccolo Borgo in formazione TRIO per riproporre parte del repertorio dello storico gruppo folk italiano.

Elvira Impagnatiello, voce, chitarre

Silvio Trotta, chitarre, bouzouki, chitarra battente, mandoloncello, voce Alessandro Bruni, chitarra classica

"… Ripercorriamo le ispirazioni nate dal contatto diretto con le fonti popolari della musica tradizionale del centro sud d’Italia frutto della nostra ricerca sul campo degli anni 70, ma riproponiamo anche alcuni “classici” ascoltati da interpreti insuperabili che da sempre hanno alimentato la nostra passione."

ANTONIO MAROTTA

tradizione folk napoletana - world elettronica

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DUO AMMATTE

folk siciliano raffinato

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PNEUMATICA EMILIANO ROMAGNOLA

folk emiliano-romagnolo

Uno dei più grandi musicisti, esperti e conoscitori della musica popolare italiana. Capace di portare con successo i balli emiliani in Russia ed a Cuba, ma anche di suonare e risuonare nella più piccola delle osterie di provincia, STEFANO ZUFFI  ha lasciato repertori incredibili, magici, che meritano e richiedono, a gran voce, di essere preservati, accuditi,

suonati e conosciuti da più persone possibile.


Sulla base degli insegnamenti da lui ricevuti nel corso di anni di palcoscenico e di concerti in Italia ed in Europa, proponiamo oggi una nuova versione delle sei narrazioni/spettacolo della Pneumatica Emiliano Romagnola.

Continuando e progredendo nel lungo lavoro di ricerca da una parte e, dall'altra, creando un grande lavoro musicale, un doppio disco, dove si raccolgono i brani più emblematici e più caratteristici del repertorio di Zuffi, sempre al fianco di tanti amici.

PIVENELSACCO - musiche colte e popolari

per ensemble di 9 pive emiliane e percussioni

DUO AMMATTE - OMAGGIO A ROSA BALISTRERI

“A Piedi Nudi” è un omaggio alla più grande interprete di musica popolare siciliana, la quale indossò il suo primo paio di scarpe a quindici anni, e a cui Firenze diede i natali artistici: Rosa Balistreri.


E' un sentiero musicale percorso “senza scarpe”, tracciato su terreni sonori inusitati nutriti dall'incontro di una voce, un clavicembalo e delle percussioni domestiche (ditali da cucito, setacci, pentole) per raccontare la storia umana e musicale di una donna straordinaria, nell'anniversario dei 25 anni dalla sua morte.


“A Piedi Nudi” è performance musicale, Canzone d'Autore, Musica Antica, Racconto Autobiografico; capita (ovvero Ammatte) così che la musica barocca ritrovi le sue radici popolari e che la canzone d'autore si rivesta di antico e nell'antico si rinnovi.


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BENOZZO - BONVICINI

canti popolari anarchici migranti, disertori e cantastorie

La storia delle Pivenelsacco comincia una sera di prima estate del 2005 a Nonantola, quando ci siamo ritrovati per pensare ad un gruppo costituito da sole pive emiliane affiancate da una percussione che ci aiutasse, soprattutto nei primi tempi, a suonare insieme seguendo un tempo comune e a non perderci lungo i sentieri della montagna sonora delle nostre cornamuse. Si trattava anche di costruire insieme un repertorio, un'idea musicale da perseguire, data la frattura che già da tempo si era creata fra noi e i vecchi suonatori, morti ormai da tempo e che quindi non avevamo potuto conoscere e ascoltare.

La stessa piva è sopravvissuta miracolosamente a questa interruzione nella trasmissione della cultura dello strumento, grazie al lavoro di pochi ricercatori che, negli anni '60 e '70 del Novecento, hanno recuperato alcuni antichi strumenti consentendo così l'inizio di un lavoro di studio e sperimentazione, che è poi confluito nell'opera di alcuni artigiani.

Ecco che per le Pivenelsacco si è aperto un ampio spazio di intervento e ricostruzione a partire dalle peculiarità dello strumento e dalle scarse notizie a disposizione. La nostra attenzione si è così indirizzata agli antichi balli staccati emiliani e ai repertori del tardo Rinascimento e del Barocco che, in diversa misura, si possono accostare ai balli tradizional.

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TRIOTRESCA

canti toscani e balli tradizionali

Stefano Tartaglia  piffero, piva, flauto dritto

Giorgio Castelli  fisarmonica, voce

Silvio Trotta  chitarra, mandola

Il repertorio comprende la musica tradizionale per ballo diffusa nell' area appenninica  centro-settentrionale,  dall'Umbria fino alla Liguria.

Il trio, che ha un'esperienza ventennale nella ricerca e la riproposizione della musica popolare, presenta in modo schietto e coinvolgente tutti balli tradizionali sia “staccati”, come gighe, monferrine e manfrine, sia “di coppia” come polke, mazurke e walzer. Oltre ai balli sono presenti alcuni canti tradizionali in particolare toscani.

L'uso di strumenti tipici popolari come il piffero e la fisarmonica rende i brani particolarmente originali, molto vicini a quello che la tradizione ha lasciato nelle valli appenniniche e  lontani dal carattere del “liscio da balera.

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MALANOVA

nuova musica etnica siciliana

Quando, alcuni anni fa, insieme ad alcuni amici, decidemmo, di dare vita al progetto "Malanova", quello che ci animava era una grande passione per la musica e la nostra Terra: la Sicilia.Volevamo raccontarla, e "raccontare la sua gente"... la nostra gente. Così realizzammo musiche e canti in dialetto siciliano - più precisamente nella "parlata" del posto dove siamo nati (la Valle del Mela, in provincia di Messina) -, col proposito di mantenere vivo, soprattutto nei ragazzi, l'interesse per la Terra e la lingua di origine, e con l'intenzione di recuperare l'uso di strumenti musicali della tradizione popolare siciliana (tammurèddu, friscalèttu i canna, organèttu, ciaramèdda, caccamèdda, marranzànu,etc...) - che trovavano sempre meno spazio nella musica contemporanea - cercando di sposarne le sonorità con quella degli altri strumenti etnici del mondo.


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BARBES ACOUSTIC TRIO

melange songs: dai cantautori francesi

al pop inglese e non solo


Melange Songs un viaggio sonoro

dai cantautori francesi al pop inglese.



Il nome del gruppo evoca lo storico quartiere multietnico parigino del quale personalità del vasto panorama musicale, cinematografico e letterario francese, hanno subìto spesso il fascino.

Il Trio interpreta i colori e le atmosfere d’oltralpe con frizzante originalità.




Rosette Sandroni, voce

David Norcini, chitarra

Silvio Trotta, basso, mandolino




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ALBERI SONORI

tradizione popolare del sud Italia

CLAUDIA BOMBARDELLA E SILVIO TROTTA

Danza delle dita


Claudia Bombardella, voce, sax baritono, clarinetti, fisarmonica, steel drum

Silvio Trotta, chitarra, bouzouki, chitarra battente, mandolino, voce


Esplorazione in differenti ambiti musicali e culturali

prevalentemente della tradizione mediterranea.


Essa è condotta da due musicisti virtuosi ed eclettici che, viaggiando da un Paese all’altro senza sosta in una continua metamorfosi musicale, volteggiano fra diversi periodi storici anche molto distanti fra loro. I due musicisti si attengono rigorosamente ai diversi stili delle civiltà che attraversano, seppur con grande libertà espressiva e di sviluppo, mantenendo intatto lo spirito specifico di ogni cultura. Il delicato uso della voce volteggia fra gli stili spaziando e giocando con i timbri più disparati in continuo dialogo con gli strumenti.

MUSICISTA E COSTRUTTORE DI TAMBURI A CORNICE

Esponente della musica Napoletana, si occupa di ricerca nel campo dell'etnomusicologia con particolare riferimento all'area del vesuviano. Cresciuto fra i “trucioli” dell'azienda familiare di suo nonno - un esperto bottaio di Palma Campania (Na) - tra lame d'ascia e doghe di legno, rimane coinvolto nel mondo dell'artigianato di tradizione; in seguito entra in contatto con un

ex operaio che costruiva tamburi: un “costruttore di cortile”, ossia una figura addetta alla costruzione di tammorre destinate quasi esclusivamente ai suonatori della propria contrada.  


Comincia, a questo punto, la sua ricerca sulla costruzione dei


tamburi a cornice, sperimentando con materiali inediti tecniche di torsione del legno in maniera naturale. Si rif‡, inoltre, a modelli arcaici ispirandosi ad icone e ritrovamenti di tamburi antichi, con particolare riferimento al periodo settecentesco napoletano, nel quale vi erano presenti tutti quei modelli che oggi possiamo largamente affermare caratterizzino diverse regioni d'Italia.

Fabio Bonvicini canto, organetto, piffero, flauti,

ocarina, piva, percussioni

Francesco Benozzo canto, arpa celtica, arpa bardica


Canti popolari anarchici tra Ottocento e primo Novecento

Questo recital, frutto di una lunga ricerca sul campo e in archivio, propone una serie di canti anarchici diffusi tra fine Ottocento e primo Novecento, arrangiati per strumenti della tradizione popolare. Un piccolo viaggio nella ricca e poco nota tradizione libertaria del canto tradizionale, per riscoprire le radici non politiche, non banali, non fraintendibili del grande anelito alla libertà del repertorio orale italiano.

Il canto popolare e la Grande Guerra Con la sensibilità schietta e di lunga durata che gli è propria, il canto popolare ha interpretato il terribile periodo della Grande Guerra in modi che hanno saputo andare al di là delle analisi dei cronisti e delle sistemazioni degli storici.

La data di nascita del gruppo è relativamente recente, ma il progetto nasce dalla sinergia di musicisti di lunga esperienza. Il progetto Marcabru prende vita dopo lo scioglimento de I Musici, gruppo fondato circa vent'anni fa e che nel tempo ha sviluppato una personale ricerca sulla musica popolare, soprattutto di matrice celtica, e sulla musica antica (medievale e rinascimentale).


L'organico dei Marcabru col passare del tempo ha subito variazioni ed aggiustamenti fino a trovare un assetto stabile che ne delinea anche la svolta stilistica: Fabio Briganti e Marie Rascoussier, già membri deI Musici, assieme Fiorino Fiorini e Fiorenzo Mengozzi, arrangiano melodie tradizionali senza confini geografici o culturali con un gusto decisamente più contemporaneo e sperimentale.

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