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RMR-150

I MUSICI

Met

DISPONIBILE IN CD E DIGITALE



DALLA TRADIZIONE CAMPANA MUSICA NUOVA.


I Terrasonora sono un gruppo di folk contemporaneo. Si ispirano alla tradizione Campana, ma ne rielaborano forme e contenuti in una chiave di lettura più attuale con l’intento  di inserirsi nel solco della tradizione per rinnovarne il potenziale espressivo. Raccontano storie usando la lingua del popolo - il dialetto - dall’inequivocabile e immediato potere comunicativo. Vi è un costante riferimento ai ritmi della loro terra (tammurriata e tarantella) e agli strumenti (tammorra, tamburello, ciaramella) di origine popolare, il tutto sapientemente mescolato a ritmi, strumenti e linguaggi di altre culture

TRACKLIST



1. Alli uno  4:17


2. Statt’attiento  4:30


3. Si’ vo’ Ddio  3:38


4. Guardame  4:29


5. Votta Votta  3:44


6. Bona Jurnata  3:40


7. Nun ‘o ssaje  2:49


8. ‘O Katanga  3:44


9. ‘Na parola ‘e cchiu’  3:20


10. Angulanum  4:08

MUSICISTI E STRUMENTI:


Giovanna Faraldo: Voce

Francesco Ferrara: Voce e Castagnette

Raffaele Esposito: Tastiere e Pianoforte

Fabio Soriano: Flauto Traverso, Clarinetto,

Flauti Dolci, Ciaramella, Flauto di Canna,

Tromba De’ Zingari, Dan Moi (Scacciapensieri Vietnamita),

Tamburello, Canto Armonico e Voce

Antonio Esposito: Basso e Voce

Antonello Gajulli: Cassa, Tammorra, Hi-Hat, Sonagli e Piatti

Gennaro Esposito: Chitarre e Voce

Antonello Gajulli: Cassa, Djembè Con Spazzole, Tammorra, Hi-Hat,

Shaker, Sonagli, Rullante, Timpano, Udu, Udu Drum, Piatti e voce

e con

Pasquale Ziccardi: Chitarre, Bouzouki, Voce Recitante ed Effetti Voce

Michele Signore : Lira Pontiaca, Violino e Shaker

Peppe Copia: Chitarra Battente

I Terrasonora sono un gruppo di folk contemporaneo. La loro musica si ispira a quella della tradizione Campana ma ne rielabora forme e contenuti in una chiave di lettura più attuale, infatti  il loro intento è quello di inserirsi nel solco della tradizione per mutuarne il linguaggio e rinnovarlo per ampliarne il potenziale espressivo. Raccontano storie legate al loro vissuto, alle loro origini, al contesto sociale, usando la lingua del popolo - il dialetto - dall’inequivocabile e immediato potere comunicativo. Vi è un costante riferimento ai ritmi della loro terra (tammurriata e tarantella) e agli strumenti (tammorra, tamburello, ciaramella) di origine popolare, il tutto sapientemente mescolato a ritmi, strumenti e linguaggi di altre culture.

Qualcuno ha scritto che “noi uomini abbiamo le gambe, non le radici, e le gambe sono fatte per andare altrove”. Sarà pure una direzione ostinata, ma è volgendo lo sguardo verso l’ “altrove” che  ci riappropriamo delle nostre “radici”. La musica ci mette lo zampino e ci convince che  far dialogare lo spirito dei popoli sia uno dei miracoli più sorprendenti della vita: l’ho visto con i miei occhi a New Orleans come a Belgrado, a Lisbona come a Napoli. Tutte le volte che ritorno nel mio Sud, sono le sonorità a restituire riconoscibilità ai luoghi che mi hanno allevato. Il folk dei Terrasonora indica la via verso casa e allo stesso tempo accorcia le distanze tra la libertà dell’altrove e la possessività delle radici.

All’ombra del Vesuvio non accadeva da parecchio, forse dai tempi in cui la finezza intellettuale di Roberto De Simone facesse scintilla con la Nuova Compagnia di Canto Popolare. Pochi giorni prima di volare tra le stelle, in un camerino di un teatro di periferia, Concetta Barra mi rivelò l’ultima profezia: “Il folk ci salverà soltanto se sarà ramingo tra i giovani”. Può darsi che gli dei ci abbiamo messo del loro, ma finalmente il repertorio musicale dei Terrasonora conquista le nuove generazioni sulla strada maestra verso il futuro. Basta con il sovrappeso della nostalgia che imprigiona il passato; basta con il separatismo che sottomette la periferia al dispotismo della metropoli; basta con i cliché che condannano Napoli a terra desolata sommersa dalla monnezza e abitata dai mostri di Gomorra; basta con l’inquinamento subculturale della canzonetta neomelodica.

Una riflessione musicata o una pizzicata romantica dei Terrasonora rappresentano il valore aggiunto che aspettavamo, perché scuotono la nostra coscienza collettiva e ci svincolano dallo scetticismo di chi voleva convincerci che una composizione dal sapore artigianale non potesse spiccare il volo. Il tempo ci ha dimostrato il contrario e, ascoltando i Terrasonora nei luoghi più disparati – dalle valli del Nord Italia alle passeggiate della riviera romagnola, dal cuore di Sofia ad uno scantinato alla periferia di Napoli – abbiamo avuto il privilegio di assistere ad una metamorfosi che dirotta la band verso un folk più maturo. Una crescita che ci permette di ribaltare la citazione iniziale come segue: “Napoli ha le radici, non le gambe, e le radici sono fatte per guardare altrove”.

TERRASONORA  -  SI' vo' Ddio  RMR-137

    

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CARATTERISTICHE    

. 10 brani   . libretto 28 pagine a colori con foto e testi  . testi in dialetto napoletano  . traduzione dei testi in italiano e inglese   . Digipack 3 ante in carta pregiata

http://www.radicimusicrecords.it/schede/dautore/rmr-420.html